"Corriere della Sera Magazine" del 06/04/06: in un trafiletto di pochi centimetri Stefano Landi denuncia l'ultima censura made in China, ovverosia la decisione del governo cinese di <<bloccare il primo numero dell'edizione cinese del mensile musicale Rolling Stone>>, pare per non diffondere l'intervista, presente in questa rivista, a Cui Jian, cantante 44enne, <<padre spirituale del rock cinese>> e paladino dei giovani di piazza di Tian'an men*; e che, pensa un pò, ha pure più dischi censurati dei Rolling Stones.
Ieri. Trovo nel sito Ansa questa foto.
Il titolo della foto era: "Tour dei Rolling Stones in Cina: 8mila spettatori attesi per i mitici Quattro a Shanghai".
Ah, mi dico. Cavolo, i Rolling Stones a Shanghai, e proprio i Rolling Stones. Guarda quant'è piccolo il mondo.
Vado nel sito corriere.it, trovo effettivamente riferimento a questo megaconcertone, trovo addirittura che vi ha partecipato il signor Cui Jian. Non trovo ovviamente scritto chiaramente quando sia avvenuto il concerto (immagino ieri sera, giungendo a un punto d'incontro tra l'"attesi" di Ansa e il tempo passato usato dal Corriere), non trovo la firma dell'autore del primo dei due articoli che leggo, non mi spiego perchè Stefano Landi, nel trafiletto cartaceo di giovedì, si sia fatalmente dimenticato di parlare del megaconcertone degli Stones di due giorni dopo (poverino, forse una svista), ancor meno capisco perchè Landi sia così impegnato a deprecare il catti-cattivissimo governo cinese mentre il suo misterioso collega nel sito (o forse è lui stesso, chissà) sia piuttosto intenzionato ad elogiare i Rolling Stones (ah! Paladini dell'Occidente avanzato) vittoriosi sulla censura.
Noi non avremo la pesante censura sulle riviste, sulle canzoni, sui concerti.
Ma se per un fatto di cronaca secondario, se vogliamo, come questo, una notizia completa la si ricava da un collage tra una rivista e due siti, beh, allora mi viene da ridere.
* Lo so, è terribile da scoprire, ma si scrive TiAn'an men, con la A, non Tien, con la E.