Forse non tutti sanno che con l'esame di venerdì è iniziata per me una settimana di vacanza.
Infatti, domani, domenica primo ottobre, si festeggia in Cina la Festa della Repubblica, e in tale occasione viene proclamata ogni anno una settimana di festa nazionale.
Ciò appare piuttosto strano, visto che i Cinesi non si riposano mai. Sabato o domenica non fa differenza, per nessun esercizio commerciale, e alle 10 di sera è ancora tutto aperto. Ma per l'anniversario della nascita della Repubblica, tutti a casa*.
Ciò cosa significa?
1) Che domani cercherò in tutti i modi di essere in Piazza Tian'An Men per vedere la celeberrima parata, vedere il mare di Cinesi che avranno invaso la piazza, invaso Pechino, vedere come viene effettivamente trascorsa questa festa.
2) Che si prospetta per me una settimana frenetica di scoperta della capitale. Anche se la città sarà paralizzata dalla fiumana di gente che si riverserà nelle sue vie, noi ci proviamo. Ci sono talmente tante cose da vedere. Speriamo di riuscire a realizzare almeno parte del programma...
3) Che in questa settimana farò quasi tutti gli acquisti per amiciparentianimalidomestici, cercando di sfoggiare il mio perfetto et fluente cinese per contrattare quanto possibile i prezzi delle cose che comprerò. Perchè è proprio così: si contratta ovunque, selvaggiamente. Ormai lo si può fare anche al supermercato, sul serio. Quando un Occidentale entra in un negozio, sa che automaticamente verrà truffato sul prezzo, e se non è un pirlotto completo cercherà si lamentarsi vistosamente del prezzo, sparerà la sua proposta (tra un settimo e un quinto del prezzo proposto dal negoziante), il venditore si incazzerà da morire, urlerà alla truffa, il cliente farà finta di andarsene offeso a morte, e allora il venditore lo inseguirà, si mostrerà piu' disposto a contrattare, e piano piano si arriverà a una soluzione che possa andare bene ad entrambi. Per intenderci: questo non succede proprio sempre, ci sono delle volte in cui il prezzo è scritto sull'articolo, ma per tutte le altre volte si deve contrattare.
E' anche per questo motivo che spesso alla sola idea di dover andare a fare spese a Pechino viene il voltastomaco; non si ha mica sempre voglia di fare la scenetta in Cinese...
Tra poco poi andrò dal parrucchiere. Ci sono già stata una volta per tagliarmi i capelli, e la mia spesa è stata di 25 yuan, 2,50 euro. Mica male.
C'è poi da tener presente che, per quanto riguarda i capelli, i Cinesi sono bravissimi sotto qualsiasi punto di vista: a tagliarli, tingerli, fare acconciature strane, fare stirature o permanenti...
Vedremo se riuscirò a spiegargli di farmi una tinta castana, e che non capiscano colpi di sole viola con permanente riccia annessa.
* leggi: questa settimana è chiamata dai Cinesi huang jin zhou, traducibile con qualcosa tipo: "momento di massima affluenza turistica". E' noto che gran parte della Cina sia paralizzata dalla massa esorbitante di gente che usa questi giorni per viaggiare (non avendo altre opportunità durante l'anno)




