domenica, 29 ottobre 2006,15:46

Oggi è un giorno particolare.

Una persona che amo non c'è più.
Un'altra persona che amo compie gli anni.

Ma questo giorno particolare, in realtà è un bel giorno.
E' bello perchè la prima persona ora sta meglio, e perchè noi la pensiamo e continuiamo ad amarla.
Ed è bello perchè la seconda persona è contenta, e oggi è la sua festa.

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martedì, 24 ottobre 2006,15:52

Ma si capirà da questo silenzio prolungato che sono ANCORA sotto esami?

assolutamente buzhidao | categoria: | Link | commenti (4)- popup - | commenti (4)
martedì, 10 ottobre 2006,14:50
Giusto perchè non ho altro da raccontare.
 
 
1- Ho fatto ginnastica. In camera, ovviamente, oh, chevve credete? Per il secondo giorno consecutivo. Direi che anche solo questo basterebbe. Meno male che ho vicino a me Ginger, rinomata fanS del fitness, e che quindi mi consiglia gli esercizi di livello medio-basso-bassissimo piu' adatti a me.
 
 
2- Ho definitivamente deciso di bruciare vivi gli Americani del mio piano. Dovete infatti sapere che questi simpatici individui non mancano di far sentire la loro voce ogni giorno, a qualsiasi ora del giorno e della NOTTE. Ovviamente, essendo Ammerigayeahyeah non si curano del fatto che altre persone vorrebbero studiare o DORMIRE, e quindi si piazzano in corridoio a ridere come idioti, a farsi le battute simpatiche, a vivere con allegria la loro permanenza a Pechino. Ora, la mia calma zen acquisita con duro sforzo nel corso dei secoli è ormai rinomata, ma la mia preghierina serale a Buddha con tanto di incenso acceso per un bel fulmine sul loro cranio non me la toglie nessuno. Io tollero, fino a quando non mi si rompono le palle.
 
 
3- Continuano imperterriti i loro lavori i lavatori di finestre. Con questo nome di fantasia designo degli uomini cinesi di età indefinita tra i 20 e i 60 anni che puliscono esternamente le finestre delle nostre camere. Come faranno?, vi chiederete voi. Perchè, si sa, un Cinese che fa una cosa normalmente, non è un vero Cinese. Quindi, vi illustro: i tipi in questione si siedono su un panchetta di legno che sarà larga come il loro culo, la legano ad una corda con qualche antico nodo cinese, e si fanno tirare su dai loro amici che sono sul tetto. In questo modo, appesi al nulla, si protendono verso le finestre e le puliscono minuziosamente, per poi calarsi attraverso la corda quando hanno finito. Il tutto è molto pittoresco, converreste se li vedeste. (eh?!) 
 
 
E quindi io ve li mostraste.
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domenica, 08 ottobre 2006,09:19

Carissimi,

dovendomi io riscattare dal mio tono eccessivamente didattico degli ultimi post (che ci vogliamo fare, alle volte anche la mia strabordante simpatia deve andare in stand-by per qualche tempo), ho deciso di deliziarvi oggi, seguendo il consiglio di qualcuno, parlandovi della fauna femminile cinese.

In realtà l'argomento è complesso e di difficile trattazione, ma dopo aver passato una settimana esclusivamente girando per Pechino, il mio campione si è allargato abbastanza, tanto da permettermi di fare delle semplici considerazioni.

La femmina cinese è un connubio di caratteristiche piu' o meno piacevoli.

  • Piacevolume. La femmina cinese è sovente di bell'aspetto, con un visetto minuto, occhio piccolino e dal nero intenso, pelle di porcellana, unghie lunghe, dal peso medio di 30 chilogrammi.
    L'espressione è sfuggente, al massimo la si può sorprendere a guardare con fare ammaliato lo straniero che staziona a fianco a lei nell'autobus, per poi diventare purpurea in volto una volta scoperta; da ciò si evince che la sua curiosità nei confronti del diverso è molta, ma ancora non sa come affrontarla.
    Veste abiti colorati, a righe, a pois, con le perline, con le catene, tutti rigorosamente insieme.
    Elemento di grandissimo fascino nella femmina cinese è il capello. Vabbè, non uno, la capigliatura insomma. Di un nero corvino, lucente e setoso, il suo capello è un semplice e puro oggetto di bellezza, di cui ella però non sembra accorgersi, in quanto lo castiga in puritane acconciature stile mollettalaccettomollettone e anche peggio.
    Ma a dir di qualcuno proprio in questo atteggiamento remissivo e pacato sta tutta la sua straordinaria carica sessuale: la femmina cinese attizza le peggiori fantasie maschili del genere ohnooononfarlomaanchesì.

 

  • Spiacevolume. La femmina cinese purtroppo non è, cari amici, soltanto una ventenne mingherlina e purtuttavia bellissima. Esiste anche la femmina cinese netturbina, venditrice ambulante, autista sboccata di autobus, e via dicendo. Questo esemplare è ai miei occhi molto piu' interessante, in quanto sovente mi rivedo in lei e nei suoi atteggiamenti. E' quindi con fraterno amore che ne parlo.
    Questo tipo di femmina veste una gamma di colori che va dal marrone al marrone, tranne le operatrici ecologiche e le pilota di autobus, che vestono una divisa; la loro dentatura è spesso solo un lontano ricordo; le loro scatarrate per terra fanno concorrenza a quelle degli esemplari maschi. Esse conservano la tradizione di parlare lingue antiche, ormai quasi in disuso, visto che quando le si sente parlare, pur biascicando, come nel caso di noi poveri studenti stranieri, qualche parola della lingua, il suono che ne viene fuori è talmente simile ad un'unica lunghissima vocale che evincerne il significato è davvero difficile.
    Nota. La carica sessuale di questo esemplare potrebbe fare effetto soltanto su un caprone tibetano.

 

  • Elementi in comune. Appartenendo tutte e due allo stesso bacino culturale, le due tipologie di donne di cui sopra hanno ovviamente elementi in comune. Ne traccerò un paio.
    Lo scatarramento potente e molesto: talmente portentoso da farmi dedurre che si tratti di una gara di produzione tra le due categorie.
    L'esplorazione nasale: per strada, in autobus, in metropolitana, con a fianco il tuo fidanzato o la tua bambina, provala anche tu! Dev'esserci un qualcosa di mistico, visto che è così amata.

 

Piccola femmina cinese.


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lunedì, 02 ottobre 2006,16:37

Sì, c'ero.
Con tanto di sveglia alle sei e mezza di mattina.
Dal mio dormitorio alla piazza ci si impiega un qualcosa come quaranta, cinquanta minuti, e io e Ginger non sapevamo quanto traffico ci sarebbe stato, nè se l'accesso a Tian'anmen sarebbe stato controllato ed eventualmente bloccato dopo una certa ora. Quindi, meglio troppo presto che troppo tardi.

Già scese dalla metropolitana ci siamo rese conto della quantità di gente.

Per carità, nessuna ressa pazza e senza regole, un semplice continuo scorrere di Cinesi, in un parlottìo tranquillo, con dei bei sorrisi stampati in faccia. Buonumore, alla cinese.

Tanti bambini. Nei miei giri per Pechino finora ne avevo visti veramente pochi, ma ieri era tutto un brulicare di coppie di genitori con piccoli robetti cinesi, che sventolavano le loro bandierine rosse e si facevano le foto con gli stranieri.

Le foto con gli stranieri?! Sì, le foto con gli stranieri.

Io e Ginger, fin dal nostro ingresso in piazza, siamo state letteralmente squadrate da ogni Cinese che si accorgesse di noi, e non pochi ci hanno chiesto di potersi fare una foto insieme a noi: dai ragazzi, alle ragazze, alle mamme che ci mandavano tra le braccia i loro bambini. La mia professoressa, a suo tempo, ci aveva avvisati di questa loro passione di farsi le foto con gli Occidentali: il motivo? "Eh, perchè siete belli!", mi ha risposto.
(e poi io, modestamente, sono proprio bellosissima)

Certo che alla prima foto sei sorpresa, alla seconda sei contenta, alla terza onorata, alla quarta ti sei rotta le balle. Quindi abbiamo badato bene di fare un giro veloce per Tian'anmen, di cercare di incontrare il meno possibile gli sguardi delle persone, e di non capire quando ci chiedevano per l'ennesima volta la foto.

Tian'anmen non è che fosse proprio gremita di gente, con un pò di impegno e di pazienza si riusciva a sgusciare in mezzo alla folla, che comunque a sua volta scorreva lenta e regolare. La piazza era stata allestita con fiori, zampilli d'acqua, installazioni riguardanti i giochi olimpici, e il quadro generale era davvero bello, contando poi anche la magnifica giornata.

 

Ma il meglio è arrivato con il Parco Zhongshan, adiacente alla Città Proibita.
L'ingresso si paga un prezzo irrisorio (1,5 yuan per gli studenti), e appena si entra sembra di immergersi in un mondo diverso. Il parco è un'isola rispetto alla metropoli fumosa che è Pechino, lì dentro sembra non arrivare nemmeno il rumore del traffico. E' grandissimo, e curato nei minimi, e dico minimi, dettagli: aiuole perfette, fiori ad ogni angolo, pagode e corridoi decorati, vasche coi pesci, laghetti con rocce e collinette, il fiume che passa al limite, e su cui si può andare in barca.

O forse l'ottima impressione che mi ha fatto il parco sarà stata dovuta al fatto che mi ero quasi dimenticata che forma avessero alberi e fiori?

 

Nella foto, una pagoda al Parco Zhongshan.

Nota: pochissimi Occidentali. Ne avremo visti sì e no una decina in tutto, e la cosa ci ha sorprese. Forse perchè il Primo Ottobre è comunque una festa cinese, e quindi l'Occidentale non se ne cura o forse nemmeno sa che c'è.  Non è dato sapere.

 

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